sâmbătă, 24 noiembrie 2012

Il Fronte nazionale nostalgico del colonialismo

Jean-Pierre Dubois il 9 giugno 2011 su http://lepetitblanquiste.hautetfort.com/archive/2011/06/06/le-front-national-nostalgique-du-colonialisme.html

Sappiamo che Jean-Marie Le Pen, il fondatore del Fronte nazionale, è stato un forte sostenitore della conservazione dell'impero coloniale francese. Al punto di estendere la sua azione militante nei movimenti di estrema destra con un impegno nelle truppe inviate a conti

nuare l'ingrata opera di repressione in Indocina e in Algeria.
È noto anche che ha giustificato pubblicamente l'uso della tortura contro la resistenza algerina, glorificandosi e poi smentendo di averla esercitato lui stesso.
Guidato da Marine Le Pen, il Fronte nazionale rimane fedele a questo passato come dimostrato dalle sue prese di posizione sugli affari della Nuova Caledonia (Kanaky).
Gli indipendentisti kanak hanno richiesto legittimamente la presenza della loro bandiera nazionale a fianco della bandiera francese sul territorio della Nuova Caledonia. La leader del FN si ribellò: "la bandiera caledoniana deve essere quella della Francia!".
Con un atteggiamento tipico dei colonialisti d'ieri che denunciavano i "traditori" dell'Impero, ha accusato il governo "di voler sbarazzarsi di una parte della Francia”. Tiene anche a portare il suo sostegno “a tutti coloro che difendono i nostri colori mostrando il loro attaccamento indefettibile alla Francia e ai suoi valori”. Per lei, una riaffermazione all’attaccamento indefettibile alla Francia e ai suoi valori significa "ancorare definitivamente la Nuova Caledonia nella Repubblica francese".
La Francia non è stata in grado di imporre la propria presenza nella Nuova Caledonia che scatenando una forza brutale e sanguinosa, che oggi sarebbe assimilata a "crimini contro l'umanità".

"I Kanak [neocaledoni] sono stati spinti ai margini geografici, economici e politici del proprio paese, il che non poeva [...] che provocare rivolte, che hanno suscitato repressioni violente, che hannp peggiorato i risentimenti e le incomprensioni. La colonizzazione ha violato la dignità del popolo kanak...". [estratto dal preambolo all'accordo di Nouméa del 1998]

23 anni fa, il 5 maggio 1988, l'assalto alla grotta di Ouvéa da parte della gendarmeria francese ha causato la morte di 19 attivisti indipendentisti di cui si è imparato che alcuni sono stati giustiziati freddamente e non uccisi durante i combattimenti. [questi fatti sono stati riconosciuti quest’anno, il 3 giugno, dal capitano Philippe Legorjus, ex capo del GIGN [Groupe d'Intervention de la Gendarmerie Nationale] durante l'assalto alla grotta di Ouvéa]
La lotta del popolo kanak per l’indipendenza ha condotto nel 1998 all'accordo di Nouméa, che prevede un voto tra il 2014 e il 2019 per determinare se la Nuova Caledonia sarà mantenuta all'interno della Repubblica francese.
Violando questo accordo, il Fronte Nazionale rivendica che "la Nuova Caledonia è in Francia e deve restare là" e "condanna fermamente un processo di indipendenza che non osa chiamarsi con il suo nome". Posizione - nel più puro stile coloniale - che è suscettibile di provocare ulteriore violenza su quest'isola del Pacifico che ne ha conosciuto già troppa - a causa della Francia.

L’articolo di JPD pubblica anche un comunicato stampa di Marine Le Pen diffuso dal Fn il 28 giugno 2010, e che recitava:

"Nuova Caledonia vuol dire Francia!
Il 28 giugno 2010
Comunicato stampa di Marine Le Pen, vice presidente esecutivo del FN: I firmatari dell'accordo di Nouméa, che ha instaurato nel 1998 «una decolonizzazione graduale della Nuova Caledonia (sic)», si erano riuniti la settimana scorsa a Parigi, per discutere il futuro statuto di questo piccolo pezzo di territorio francese ancorato nel Pacifico. Oltre ai trasferimenti di competenze indicano la creazione di una cittadinanza e di un riconoscimento dell'«identità kanak» che organizzano una vera e propria disintegrazione della sovranità e un attacco contro l'unità della Repubblica francese."






E faccio anch'io un commento: un accordo come quello di Nouméa (che prevede un voto tra il 2014 e il 2019 per determinare se la Nuova Caledonia sarà mantenuta all'interno della Repubblica francese) non avrebbe mai dovuto perdurare. L’imperialismo si consolida nella sua legittimità confermata da accordi di questo tipo. E le due bandiere sono inconciliabili (questo in riferimento alla richiesta degli indipendentisti kanak di alzare la loro bandiera nazionale a fianco di quella francese sul territorio della Nuova Caledonia).

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