sâmbătă, 24 noiembrie 2012

Il Fronte nazionale, un fedele adepto del club che riunisce i partiti imperialisti della Francia

Jean-Pierre Dubois il 19 febbraio 2012 su http://lepetitblanquiste.hautetfort.com/tag/fascisme

Se ci si attiene ad alcune dichiarazioni dei suoi dirigenti a proposito dell'intervento della Francia in Libia, alcuni sono tentati a pensare che il Fronte nazionale sia opposto alla politica imperialista della Francia. Non è così. A partire dal fatto che il Fronte nazionale si è trovato nel consenso destra-sinistra favorevole alla creazione di una zona di esclusione aerea che, come è risaputo, ha aperto la strada ai bombardamenti.
Tuttavia, è vero che nell'isteria ambientale che si è verificata riguardo alla Libia per diverse settimane, la dirigente del FN ha espresso alcune opinioni di buon senso. Rilevando che c’erano repressioni in Yemen e nel Bahrain e l'assenza di una reazione da parte della Comunità internazionale, ha dichiarato: “Ho l'impressione che si ammettono due pesi e due misure”. Ciò che era ovvio.

LE VERE MOTIVAZIONI

Ma quello che maggiormente preoccupava Marine Le Pen non era la sorte delle popolazioni libiche consegnate ai bombardamenti della NATO, ma la possibilità che la guerra avesse potuto rivelarsi un pantano per l'esercito francese - come in Afghanistan, diceva – e “i nostri soldati che sono stati inviati laggiù” sarebbero stati messi a dura prova.
Fra le conseguenze che temeva c’era anche un afflusso di migranti. E questo l’ha determinata ad auspicare un accordo tra la Francia, l'Italia e la Spagna per “permettere alle nostre marine di preservare le nostre acque territoriali e respingere nelle acque internazionali i migranti che vogliono entrare in Europa”.
In altre parole, non c’era nulla in queste prese di posizione che mettesse in questione la natura imperialista dello stato francese.
Pertanto, si ha torto se si pensa che il FN sia diventato un avversario delle politiche di dominazione che la Francia continua ad esercitare in Africa ed in Asia, da sola o in alleanza con altri imperialismi occidentali.
Il suo interesse per i popoli di questi paesi mira soltanto a prevenire la loro migrazione verso la Francia.

COLONIALISTA PER SEMPRE

Per quanto riguarda le ultime colonie francesi (i Dipartimenti d'oltremare e Territori francesi d'oltremare), il FN si oppone all'evoluzione del loro statuto di dipendenza e rimane un sostenitore della "Nuova Caledonia francese” che, secondo i suoi membri, sarebbe sacrificata dal governo. Un discorso ispirato direttamente all'epoca tragica dell’”Algeria francese".
D'altra parte, anche se il FN proclama il suo impegno per la legalità internazionale, non va fino a rilevare che l'annessione di Mayotte è stata un rovesciamento illegale da parte delle forze armate della Francia.

DOPPIEZZA E MILITARISMO

Il FN si presenta come l'unico difensore dell'esercito di cui critica il budget troppo limitato e inadeguato e che "renderà impossibile la realizzazione di programmi d'armamento indispensabili a mantenere il livello delle nostre forze armate”. Ritiene necessario portare questo budget dal 1.6 al 2% del PIL in cinque anni.
In occasione di una conferenza del suo partito dedicata alla “difesa”, Marine Le Pen, con un atteggiamento deliberatamente nazionalista e militarista, ha esaltato “il legame carnale tra il popolo francese ed il suo esercito”.
Per quanto riguarda il programma del FN, da un lato, esso pretende di voler dare priorità alla "protezione del territorio nazionale" e, come tale, prevede la formazione di una "guardia nazionale" costituita da 50.000 riservisti, uomini e donne.

D'altra parte, si pronuncia per “una potente flotta di guerra francese” con il rafforzamento del numero di edifici di superficie e di sottomarini d'attacco, come pure per la costruzione di un secondo portaerei (costo stimato: 3 miliardi di euro).
Il FN è un sostenitore della forza nucleare e non ha nulla da rimproverare all'allargamento delle sue missioni che sostituisce al concetto di deterrenza, quello di attacco “preventivo” [discorso di Chirac, il 19 gennaio 2006].
Infine, il FN non mette in questione la presenza della base militare di Abu Dhabi sulle rive dello Stretto di Hormuz di fronte all'Iran (inaugurata da Sarkozy nel 2009), che potrebbe coinvolgere la Francia in una guerra regionale e, forse, mondiale.

Così, la duplicità del FN sta nel fatto di non ricordare che l'esercito francese e le sue attrezzature sono oggi ristrutturati per missioni di proiezione a migliaia di chilometri dal territorio nazionale che non hanno più nulla a che vedere con la "difesa nazionale". Missioni che occorre descrivere come imperialiste.
Per giudicare la politica internazionale che condurrebbe il FN, sarebbe dunque sbagliato fidarsi di alcune delle sue dichiarazioni circostanziali. Il Fronte nazionale appartiene al club dei partiti fedeli alla tradizione imperialista della Francia.

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