vineri, 4 ianuarie 2013

Il marxismo europeo è stato una benedizione per il capitalismo dei paesi imperialisti.

Per capire la disinvolta indifferenza e l'ostilità reazionaria che certi giovani "anticapitalisti" mostrano verso l'argomento dell'imperialismo mi devo forse rivolgere al passato... Negli anni '70, '80 (quando la maggior parte dei paesi africani diventavano, con l'"indipendenza", "neocolonie" dell'Europa e degli Stati Uniti) il marxismo europeo ha sottovalutato l'imperialismo nel proprio interesse e ha spiegato il plusvalore mondiale con la "produttività" nelle "metropoli" più che con il supersfruttamento coloniale. Lo ha spiegato anche alle seguenti generazioni. Anche per questo nelle alte sfere "anticapitaliste" di oggi la distorsione delle economie dei paesi semicoloniali da parte delle grandi potenze imperialiste occidentali, l'imposizione di un livello modesto di sviluppo da parte degli strangolatori economici imperialisti, non sono ritenute questioni "centrali", la questione centrale che deve diventare patrimonio dei giovani "anticapitalisti" sarà sempre di più la "democrazia" entro i confini di uno stato imperialista.

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