joi, 2 ianuarie 2014

Il Pan African Congress (PAC)



   Il PAC, dal punto di vista organizzativo, non costruì una base di massa154. Le sue due azioni si riassumono nell’intervento dell’”ala armata”, denominata Poqo, a Sharpeville e Langa e negli atti di terrorismo. Ciò portò ad arresti in massa e condanne a morte, dopo che la polizia sudafricana scoperse tutti i documenti che le servivano durante una irruzione (2 aprile 1963) nella casa di Leballo, mentre questi era nascosto nel Lesotho per evitare un mandato di arresto155.
   Il PAC è esistito soprattutto in esilio dove ha ricevuto un tardivo riconoscimento dall'Organisation of African Unity, e dove si è sospettato che una sua ala avesse collegamenti con la CIA americana e un'altra con il maoismo, per quanto il governo cinese abbia accolto con crescente prudenza le delegazioni del PAC che si sono recate in quel paese dalla metà degli anni sessanta156. La prima azione di guerriglia dopo Sharpeville fu il cosiddetto comitato di resistenza, fomato da liberali bianchi, che inscenò un sabotaggio nell’ottobre 1961 a seguito del quale il meticcio E. Daniels, strumento dei liberali, fu condannato a quindici anni di carcere mentre i bianchi ebbero pene da due a dieci anni. Umkhonto we Sizwe (organizzazione armata dell’African National Congress), che aveva appreso dal Communist Party of South Africa a “rovesciare i nazionalisti” e non l’apartheid in sé157, fece esplodere le sue prime bombe il 16 dicembre 1961 (Dingaans Day) a Johannesburg e Port Elizabeth, appena dopo che Verwoerd aveva autorizzato  il Luthuli ad andare a Oslo a ricevere il Premio Nobel per il 1960.
   Il 21 novembre 1962 l’ala militare del PAC, il Poqo, compiva il disastroso assalto al commissariato di Paarl, perdendo negli scontri cinque guerriglieri africani, e il 2 febbraio 1963 a Bashee River attaccava un cantiere stradale dove rimasero uccisi quattro bianchi, con raccapriccio del Communist Party of South Africa bianco: al processo quest’ultimo assalto fu definito “assassinio” dall’avvocato bianco del Communist Party of South Africa, Abraham Fisher158. Dopo il loro arresto nella fattoria Lillisesleaf di Rivonia, presso Johannesburg, l’11 luglio 1963, Govan Mbeki, Walter Sisulu e Nelson Mandela (già arrestato nel 1962) furono accusati di sabotaggio e, tra le proteste internazionali, condannati all’ergastolo nell’isola di Robben, dove furono incarcerati tra gli altri anche Robert Sobukwe, leader del PAC, e Neville Alexander (del movimento di unità). Ma i prigionieri bianchi di Rivonia, Arthur Goldreich, Wolpen e Bob Hepple evasero. Goldreich si stabilì in Israele, da buon sionista del Communist Party of South Africa, e l’ANC di Dar es-Salaam gli permise, dopo la guerra israelo-egiziana del 1967, di tenere dei corsi ai guerriglieri perché imparassero dall’esempio israeliano (contro compagni guerriglieri).


154  Estratto dello statuto del PAC:
Denominazione. L’organizzazione assumera il nome di congresso panafricanista, in seguito indicato con PAC.
Scopi e obiettivi.
Unire e radunare il popolo africano in un solo fronte nazionale sulla base del nazionalismo africano.
Combattere per rovesciare il dominio bianco e per attuare e mantenere il diritto di autodeterminazione del popolo africano.
Operare e lottare per fondare e mantenere una democrazia socialista africana che riconosca il principio degli interessi materiali e spirituali della personalità umana.
Promuovere lo sviluppo scolastico, culturale, economico del popolo africano.
Diffondere e promuovere il concetto della federazione dell’Africa australe e del panafricanismo sollecitando l’unità tra i popoli africani.
155 Resoconti di questa tragedia in: J. Halpern, op. cit., M. Benson, op. cit. Lo stesso Leballo riemerse poi, come leader del PAC, in Kenya e Tanzania, dove si diceva che avesse aiutato Nyerere nella preparazione dei processi per tradimento del 1969-70 contro una quantità di capi ex TANU e capi della rivolta antibritannica e antifeudale di Zanzibar del diecembre 1963-gennaio 1964 (cfr. H. Jaffe, Tanzania, op. cit., per ulteriori dettagli).
156 H. Jaffe, Revolution Against Racialism, op. cit., per una disamina sui “combattenti della libertà” del PAC all’OAU, New York, e sul nazionalismo africano del PAC.
157 Vedasi B. Bunting, op. cit., p. 216.
158 Vedasi: Abraham Fisher, Statement from The Dock, Supreme Court of Pretoria, 28 marzo 1966, Londra 1966, Mayibuyu Publications.


Hosea Jaffe - "Sudafrica. Storia politica"

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